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fotografia di Maxima
fotografia di Jorge Chávez Ortiz - 2013

Ha ricevuto il “Nobel per l’Ambiente”, Goldman Prize 2016. Máxima Acuña Chaupe vive in Tragadero Grande Las Posadas, a 4.200 mt s.l.m., nelle Ande peruviane.
Il piccolo appessamento di terreno su cui vive è però situato nel cuore del Mineral-Conga che è il progetto di espansione della società mineraria Yanacocha, proprietà della società statunitense Newmont Mining Corporation.

Questa compagnia detiene la concessione esclusiva per lo sfruttamento della miniera d’oro più grande dell’America Latina, situata nella provincia di Cajamarca, circa 800km a nordest di Lima.
Dal 1993 Yanacocha sfrutta senza sosta questo giacimento e dopo il 1996 si allarga anche alla provincia di Celendin, 77km da Cajamarca, dove si è impadronita di enormi appezzamenti di terra, giungendo a comperare perfino le strade pubbliche e investendo qualcosa come 4,8 milioni di dollari.
Nei territori andini le terre sono proprietà delle Comunità che le danno in concessione ai contadini. Per poterle vendere ci vuole l'accordo scritto oltre che di chi possiede la singola parte, anche dei due terzi della comunità.
Yanacocha ha comprato centinaia di ettari direttamente dalla comunità di Sorochuco, tra questi avrebbe dovuto esserci anche il terreno di Máxima che però non ha dato il suo consenso e non intende affatto andarsene.
Nel 2010 la società mineraria ha dato il via al progetto di espansione totale (il Mineral-Conga). In questo modo intendeva diventare una delle più grandi miniere d’oro a cielo aperto del mondo.

Da questo momento Máxima Acuña si è opposta con tutte le sue forze alla multinazionale. Il 9 agosto del 2011, con l’aiuto della polizia, gli uomini di Yanacocha entrano nel suo terreno con le ruspe e distruggono e sgombera coattivamente la zona, distruggendo i suoi raccolti, alcuni capanni e uccidendo gli animali. Maxima non cede, ma viene denunciata assieme alla sua famiglia per occupazione abusiva. Maxima non si arrende e, difesa da Mirtha Vasquez, avvocato che oltre a Máxima, ha difeso in questi anni oltre 300 contadini,  dopo quattro anni di giudizio, il 17 dicembre 2014 viene riconosciuta innocente ed in possesso del proprio terreno dal Tribunale di Cajamarca.

L'ultima violenza di Yanacocha è stata di circondare tutto l'appezzamento di terra di Máxima con una recinzione sorvegliata da guardie armate. In questo modo viene limitata la sua possibilità di movimento e chiunque voglia farle visita è obbligato a ottenere il lasciapassare della vigilanza. In una intervista Radio Popolare del 21 aprile 2016 ha dichiarato “Non esco mai senza lasciare qualcuno della mia famiglia in casa, altrimenti quelli della corporation, che ci vogliono cacciare per estrarre l’oro, la distruggono”.

Sul sito di Radio Popolare puoi approfondire la tua conoscenza della storia di Maxima e del premio goldman Prize 2016 che le è stato attribuito

vedi anche la pagina facebook a lei dedicata e la scheda di Wikipedia in inglese oppure in spagnolo

Sul sito #MIFACCIODICULTURA c'è un interessante approfondimento a cura di Lara Farinon

Vai al video della consegna del premio Goldman Prize 2016 su YouTube

Simona Carnino ha realizzato un bel reportage su questa storia, incontrando personalmente Máxima. Il reportage che puoi vedere su YouTube, si chiama “Aguas de Oro”.

La storia di Maxima è raccontata sul sito aguasdeoro.org