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CINEBARRITO

A dicembre alla Casa del Quartiere Barrito, Via Tepice 23/C

“Cinema e Ambiente” Inizio proiezioni alle ore 21.30

ingresso libero

Triciclo in collaborazione con la Casa del Quartiere partecipa alle proiezioni a tematica ambientale e sociale. Gli appuntamenti sono:

Scarica la locandina del ciclo di proiezioni.

 

Blood in the mobile

Sangue dietro ai nostri telefoni, così potremmo tradurre il titolo del docufilmbloodinthemobile r sullo sfruttamento minorile nelle miniere del Congo. Frank Poulsen con il suo film affronta un dramma di livello mondiale. Il documentario punta la sua attenzione sui cellulari Nokia e sui bambini che lavorano fino a 72 ore consecutive nelle miniere di Bisie in Congo per estrarre un minerale, il coltan (columbite-tantalite) impiegato per la produzione dei condensatori dei cellulari e di molti altri “gioielli” della nostra tecnologia.
Nel documentario emerge come nessuna compagnia produttrice di apparecchiature elettroniche e in particolare di telefoni cellulari si salvi. Infatti emerge chiaramente la responsabilità di utilizzare minerali provenienti da conflitti. Gran parte di questi minerali provengono proprio dalle miniere di Bisiye, nel territorio di Walikale (regione di Kivu, Congo Orientale). Poulsen è riuscito a ottenere i permessi direttamente dai gruppi militari congolesi per farsi scortare fino a Bisiye dopo non essere riuscito a ottenere il permesso e l’appoggio dei rappresentanti delle Nazioni Unite che, probabilmente, temevano di diventare complici del suo probabile assassinio. Poulsen è addirittura entrato a filmare in una di queste terribili miniere, prive di ogni sistema di sicurezza e che non sono altro che veri e propri cunicoli scavati direttamente nel terreno fino a cento e più metri di profondità e dove ogni giorno muore qualcuno.

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The True CostThe True Cost

Il docufilm di Andrew Morgan cambia radicalmente il nostro atteggiamento nei confronti della moda a basso costo: ci fa conoscere il “vero costo” degli abiti che acquistiamo e che sono stati prodotti da persone, in genere donne, che nei paesi del Sud del Mondo lavorano in condizioni di vera e propria schiavitù, vivono in povertà estrema e non hanno alcuna forma di sicurezza sul luogo di lavoro. Il rischio di morte di chi tesse gli abiti che indossiamo abitualmente è altissimo.
Le multinazionali della moda delegano parte della loro produzione alle aziende di questi paesi perché il costo è ridottissimo e perché non hanno alcuna responsabilità nei confronti dei lavoratori, che non sono loro dipendenti. Le aziende locali che li hanno assunti non garantiscono il rispetto dei loro diritti grazie alla connivenza dei governi locali, che hanno trovato nel tessile una vera miniera d’oro. Le poche rivolte vengono spesso soffocate nel sangue senza che a noi giunga notizia alcuna.

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