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L'acqua è forse l'elemento naturale di cui tutti conoscono anche la formula chimica H2O. Questa semplice formula racchiude le straordinarie e molteplici proprietà di una molecola senza la quale non sapremmo immaginare la vita sul nostro pianeta e nel cosmo.

sulla Terra si manifesta in tutta la sua ricchezza il complesso ciclo dell'acqua: fluido che scorre senza sosta e riem­pie gli oceani, vapore che regola e modifica perennemente il clima, ghiaccio che modella le montagne e copre le calotte polari. Non stupisce quindi che, come documenta questa accurata sele­zione di testi, poeti e scrittori, scienziati e tecnici ne siano rimasti affascinati e tutte le culture e le popolazioni abbiano miti, feste, canti, danze, proverbi, favole e drammi che si riferiscono esplici­tamente al ruolo così pervasivo e fondamentale dell'acqua nel riprodurre la vita.

Aver cura dell'acqua, come ci sollecita a fare Leonardo Boff ('Acqua ed etica della cura". Notiziario della Rete Radié Resch, n.63, marzo 2004) non è altro che un modo per aver cura di noi stessi, di riconoscere all'"etica della cura" un ruolo fondamentale nel nostro tempo.

In una bella introduzione al buddhismo zen, Alan Watts suggerisce di lasciarci fluire nel corso del Tao, come l'acqua che scorre, meta­fora della mutevolezza delle cose, della nostra fragilità, ma anche della speranza nel cambiamento verso mondi nuovi, ecologicamente sostenibili e socialmente più equi, giusti e solidali.

Ci troviamo di fronte a nuove sfide, a nuove biforcazioni della nostra civiltà planetaria in cui l'acqua è una delle principali prota-goniste. Da un lato si prospetta la possibilità del "benessere di tutti" nessuno escluso, con l'acqua intesa come bene comune e dono della natura. Dall'altra, una mino­ranza potente impone una economia sempre più privatizzata, dalle acque minerali agli acquedotti, dai brevetti sul DNA al software: un'economia per pochi ricchi in un mare di indigenza.