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La musica di Capo Verde, che probabilmente è la sua maggior ricchezza culturale, ingloba influenze africane, portoghesi, caraibiche e brasiliane.

Il genere musicale che più identifica il popolo capoverdiano è la morna, una forma di canzone malinconica e lirica cantata in creolo capoverdiano. E' l'incarnazione della “morabeza”. Nella tristezza di base spesso si sente una venatura di allegria, esattamente come la vita che non è mai completamente triste o allegra: tristezza e allegria si alternano e si compenetrano.

Copertina di un vecchio disco di morna capoverdianaLa morna di solito è suonata con "Violom" (chitarre a sei e a dieci corde) e da un "kavakinhu" (chita

rrino a quattro corde), qualche volta si aggiunge un ottone solista.

Per avere un'idea di questa musica vai a un video su YouTube.

Un altro genere musicale molto popolare è la coladeira: più allegra e veloce, si suona con gli stessi strumenti della morna.

Un altro genere è il "Funanà", molto diffusa a Santiago che si suona con la "Gaita" (piccola fisarmonica) accompagnata dal " Féro" (una barra di ferro su cui viene strofinata la lama di un coltello). Questo genere musicale era proibito sotto il regime coloniale con l'approvazione della Chiesa in quanto si esprimeva in una una danza considerata erotica. Dopo l'indipendenza ha assunto un forte valore simbolico e costituisce la base di molta musica moderna.

Anche il "Batuku" è un genere musicale diffuso principalmente a Santiago. Lo suonano gruppi di donne ("batukadera") che percuotono ritmicamente un pezzo di panno steso tra le ginocchia mentre altre battono le mani a ritmo e la gente danza.

Il "Finason", infine è simile al Batuku per ritmo e "strumenti"; però è un genere musicale-poetico in cui uno o due vocalisti recitano versi (spesso improvvisati) che raccontano i fatti più diversi (vicende correnti o anche private, notizie di cronaca, ecc.). I due cantanti fanno a gara sia per la qualità del canto, sia per l'originalità e la fantasia dei testi.

Negli ultimi anni è venuto il riconoscimento a livello mondiale è avvenuto recentemente con la messe di premi e riconoscimenti attribuiti a Cesaria Évora (morta nel 2011), interprete tradizionale di morna.

Oltre a lei, tra gli artisti più conosciuti all'estero figurano:

Ildo Lobo, i fratelli Tavares, Lura (questi ultimi due sono nati all'estero, ma di origine capoverdiana).

Molto famosi in patria, anche se meno conosciuti all'estero, sono un gran numero di artisti tra i quali ricordiamo: Paulino Vieira, Tony Lima, S.Lopi, Catchás, il gruppo dei Bulimundo, Bana, Luis Morais, Djodje e molti altri.

A Capo Verde non mancano mai le occasioni per fare e ascoltare musica: un festival, una festa, un bar, un ristorante, una strada, ogni luogo va bene.

Letteratura

Nel 1936, nacque a Mindelo il fenomeno culturale più importante che Capo Verde abbia conosciuto: la rivista Claridade. Il giornale pubblicò solo nove numeri, sino al 1960, e si occupò di antropologia, poesia, analisi culturali e sociologiche sul popolo capoverdiano. Non affrontò invece problemi politici o relativi al tema dell'indipendenza. Uno dei maggiori pregi della rivista è di aver pubblicato testi in creolo e di aver avviato la discussione sulle radici africane di Capo Verde.

Tra gli scrittori dell'epoca possiamo ricordare Josè Barbosa, Manuel Lopes, Luis Romano, Baltasar Lopes. Oggi ricordiamo i nomi di Germano Almeida, Mario Fonseca, Josè L. Hopfer Almada.

Molti di questi scrittori sono anche poeti. Massimo poeta capoverdiano, nonché grande compositore di morna, è considerato Eugenio Tavares (1867-1930).

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